19 dicembre 2013

Improbabili reazioni di fronte alle "American breakfast"!

Oh, quanto più semplice sarebbe stato se avessi postato una bella immaginetta, presa da qualche filmozzo americano e invece no, provate a chiudere gli occhi e a pensare a un vostro film, magari quello che preferite di più, e concentratevi sulla sequenza dove c’è una bella famigliola riunita per la colazione mattutina.
Cosa vedete?
Io ci ho sempre visto la tavola in mezzo alla cucina, imbandita di cereali, bricco del latte, spremuta d’arancia, caffè rigorosamente americano, marmellata, pane, altri generi commestibili vari e la mamma che spadella uova strapazzate e bacon come se alla porta ci fosse l’intero esercito di Kublai Khan in attesa del bivacco ristoratore.
Niente di strano, sia chiaro. Ognuno a colazione (e non solo) è giusto che si mangi quel che cazzo gli pare.
Torniamo un attimo all'immagine, un bel fermo immagine sui figli, generalmente due, femmina più grande di un paio d’anni rispetto al maschietto, che ripassa in fretta e furia filosofia perché in mattinata ha la verifica, il ragazzino che scassa le palle al babbo che sta leggendo il quotidiano, parlandogli di quell'improponibile fallo durante la partita di baseball della precedente domenica e della madre che con sorriso soave di chi ha trombato per l’intera nottata in tutte le posizioni ostenta una disinvoltura ai fornelli pari alla sua capacità di cucinare uova e bacon e contemporaneamente prosciugare la colazione, da quale orifizio non è dato sapere, fatto sta che fotogramma dopo fotogramma la sua scodella si svuota! Il tutto mentre i quattro elementi sorseggiano le vettovaglie cazzeggiando seraficamente.

Alla luce dei fatti mi chiedo: a che ora iniziano le attività in America?
No, perché qui stiamo parlando di gente che pare abbia molto tempo tra il momento in cui si alza e quello in cui esce (sempre allegra e a balzelloni) di casa.
Fonti attendibili mi stanno dicendo che gli uffici, le scuole, i negozi, hanno all'incirca i nostri orari e che quindi la famiglia suddetta entro le 8 dovrà alzare il proprio culo da quelle sedie e raggiungere le proprie “postazioni” per le 8.30 – 9.00.
Detto ciò torniamo all'immagine della cucina, quella serena cucina illuminata da un sole che con i suoi raggi deliziosi contribuisce a secernere la vitamina D, così essenziale al buon umore e alla salute e ancora una volta mi chiedo: per poter ripassare la lezione, parlare di baseball e leggere il quotidiano, oltre a fare una lauta colazione che se dovessi farla io mi stroncherebbe il fegato a metà nel giro di 8 secondi netti (oltre a lasciare segnali indiscutibili di una lotta senza esclusioni di colpi tra me medesima e il fruzzichino del cesso nel momento in cui ci sarebbe da mandar già la defecazione del terribile pasto), ‘sta povera famigliola a che ora s’è alzata?

Ammetto che c’ho provato (sebbene il mio WC mi chieda ancora le generalità ogni volta che mi vede calare le mutande) e sono giunta alla conclusione che la scena si svolga verso le 7.30 – 7.45. I personaggi sono rappresentati sempre già puliti, cambiati e pettinati, quindi si siedono, ripassano, parlano, leggono e mangiano in circa venti minuti. Poi, alle 8.00 se ne escono di casa.

Ancora una volta torniamo con l’attenzione rivolta a quella più o meno enorme finestra di cucina e valutiamone la quantità di luce ch’essa irrora nella stanza...
Dunque, colazione a parte che se dovessi mangiarmela io starei bene per circa quindici giorni senza null'altro da ingollare, ancora una volta mi chiedo: ...
... Ma alle 7.30 (porcaccia di una maledetta miseriaccia infame e cane e vigliacca!), in inverno (perché a scuola ci si va in inverno, fino a prova contraria!), fuori è buio bastardo solo a casa mia???????????

No perché lì si sta parlando di un sole vivido come solo alle 11 può essere!

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