19 dicembre 2013

Papa che vai, coglioni che trovi.

Ma è vero che il papa, per il suo compleanno, ha invitato quattro senza tetto alla sua tavola?
Ma che bel gesto...
Chissà come ci son rimasti male gli altri milioni scartati...
Eppure il papa, attingendo ai tesori immensi della Santa Madre Chiesa avrebbe potuto sfamarli tutti, sebbene per un sol giorno, e non far sentire escluso nessuno.

Cos'era quella messa che mi son dovuta sorbire ieri mattina, in casa di quella povera vecchia spaventata e bigotta, alla quale vado a dare una mano a fare il bagno ogni venerdi (siccome ci son le feste, questa settimana ci sono andata di mercoledì)? Il papa che a ogni parola che diceva veniva acclamato da una folla di poveracci (soprattutto di spirito, solo che ancora non se ne rendono conto!). Fico! A un certo punto credevo stessero mandando in onda un concerto dei Duran Duran!

Ma svegliatevi, rincoglioniti... altro che umile, quello è il frutto di una macchinazione bella e buona:

Dopo quasi trent'anni di Wojtyla, che ammettiamolo, aveva il suo porcaccio carisma, ci schiaffano un ex-nazista che durante la propria giovinezza andava a dare l’estrema unzione alle ragazze ebree nei campi di concentramento... un’estrema unzione un po’ particolare, con un “pennello” particolare e pure l’”olio santo” era speciale.
Lo ficcano lì a cercare di mettere un freno a certe voci sui preti pedofili, l’accettazione dei gay, l’emancipazione femminile, l’ingiustizia degli stupri e quant’altro, minacciando la gente e castrando le menti.
Provano pure a infiltrarlo nella rete, sebbene il flop sia clamoroso. Una pietosa medaglia che si rovescia addosso a tutta la Santa Madre Chiesa che proprio tramite internet si rende conto con quanta considerazione viene tenuta dalle persone (a parte tutti quei disgraziati vestiti di giallino, che lasciano liberi in aria palloncini e che ogni domenica si riversano a San Pietro con aria di chi si è appena fumato il peggior maroccaccio e per giunta rullato male!).
Il povero Razzinghe non ha potuto fare conto nemmeno sulla propria immagine. Caricatura sputata dell’imperatore Palpatine di Star Wars, annovera una sequela di prese per il culo on line e non, che alla fine nemmeno la sua immagine riflessa poteva più tacere un nemmeno tanto velato “Mavvappijattelo’nderc***”.
A questo punto, saggiamente, s’è tolto dai coglioni... ma secondo me l’hanno semplicemente fatto saltare.
D’altronde non lo potevano far fuori, ne avevano già ucciso uno, di papi, a questo secolo, ma qualcosa andava fatto. La Chiesa ha perso parecchi adepti e c’era bisogno di recuperarli.
A questo punto ecco spuntare Bergoglio.
Faccetta di culo al punto giusto, vocina flautata, accento latinoamericano e sorrisetto a zio buono ed ecco che la folla va in delirio!
È umile, indossa un crocifisso di latta, siede su un trono che non supera la sua tiara di un metro e mezzo come quello del papa nazista, è un po’ meno rifinito in oro.
Ricorda vagamente l’umiltà di Wojtyla, quando lasciò scritto che per il suo Ultimo Viaggio avrebbe desiderato un grezzo cappottino di legno di cipresso, senza nessun fronzolo, ma diciamolo: sarà dura combattere con la persona che è stato Wojtyla.
Sia chiaro, nessun uomo di Chiesa che sopravviva, è affidabile. La Chiesa in generale non lo è e quindi non lo era nemmeno Wojtyla. Basta un biennio di psicologia, o semplicemente non aver perso il senso critico per accorgersi dei discorsi a cazzo di cane che fanno quando parlano questi tizi.
Poi ci sono quelli più viscidi e pericolosi, che adottando un comportamento moderno e accattivante cercano di convincere che Chiesa è bello (tipo la suora che ogni lunedì, se la Fiorentina aveva vinto, entrava in classe con la sciarpa al collo e accennando un mezzo balletto da stadio canticchiava “Alé Viola alé!”... Più di una volta mi sono vergognata per lei e non perché tifasse Fiorentina).

Alla fine dei giochi adesso l’Italia ha nuovamente un papa che piace, il cui nome ricorda la più umile delle figure religiose del passato: Francesco.
Francesco che durante la propria commemorazione, ad Assisi, proprio ad opera di questo papa sorridente, è stato calpestato in tutta la sua umiltà da una sontuosa festa in piazza, alla quale sono stati invitati tutti i più insigni rappresentanti della falsità italiana, con i politici in primissima fila e tutti a parlare di sacrificio, di preghiere per il dolore, i poveracci, i senza lavoro, senza tetto, senza palle, ma che riguardandoli bene, tra questi signori non ce n’era uno che non fosse stato in sovrappeso, o non vestisse impeccabilmente firmato.
Sembrava la cerimonia nunziale di un re, altro che commemorazione dell’umile Francesco.
Ma ripeto, questo papa piace, sta riavvicinando chi si era allontanato, emana calore (ma anche l’inferno si dice sia parecchio caldo!), sicurezza e la sua faccia mentre bacia i neonati sollevati dalle giovani madri al di là delle transenne delle piazze è piacevole da guardare, priva com’è di quel ghigno malefico che personalmente per più di una volta mi ha istigato a sfoderare la mia spada laser giocattolo!

Non so se avrò tempo e voglia di scrivere nuovamente prima di Natale o della fine dell’anno. In caso gli auguri ve li faccio ora.

Buone Feste.

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