19 luglio 2015

Terrazze e punti di vista.

Il video che troverete su https://www.facebook.com/nowa.blu/videos/10207159251370742/?pnref=story è l’ultima lavatura di terrazza dei signori del piano di sopra.
Ieri, nella seconda metà del pomeriggio i signori hanno fatto pulizia profonda della propria terrazza... vista la quantità di sudiciume che è sceso di sotto insieme a una copiosa cascata d’acqua presumo che oggi stia a me pulire.
“Stupidamente”, perché dire “ingenuamente” mi pare troppo gentile, ho creduto di poter avere il diritto di non essere d’accordo, ma mi sbagliavo.
I signori mi hanno detto che, almeno una volta all’anno, hanno il sacrosanto diritto di lavare la propria terrazza e che lo sfracello di acqua che la grondaia non è riuscita a ricevere dipenda dal fatto che io non pulisco regolarmente la medesima. Se sopporto l’acqua di un possibile temporale, perché non dovrei sopportare questo?
Mi sembra un ragionamento accettabile... forse.
Pare inoltre che così facendo i signori non mi facciano altro che un favore, nel senso che in questo modo i vetri della mia veranda ricevono una bella lavata verace.
Infatti qui possiamo ammirare la pulizia ricevuta:

La merda che si è depositata sui vetri e che va a ostruire la grondaia (che io la pulisca o meno) non esiste, voi non la vedete, la vedo solo io perché sono pazza.
I segnali che i signori fossero/siano consapevoli di aver fatto una cosa non proprio bella li ho avuti quando la signora ha aperto la porta nel momento in cui ho suonato il loro campanello e l’ho invitata a vedere la situazione.
Con reticenza ha accettato, ma è stato come discutere con un muro di mattoni sodi.
Dopo avermi fatto notare che lei può e io so soltanto rompere i coglioni e scrivere sul web infamie su tutti, mi ha avvertito che in paese la gente parla di me in modo non proprio garbato.
Beh, dopo questo intervento avranno nuovi argomenti.

Comunque le cose pare stiano così:
1)     io avveleno i campi altrui,
2)   io parlo male delle effigi sacre poste in strada da privati non proprio possidenti di buon gusto,
3)   io offendo le maestrine del paese sul web,
4) io pretendo che gli altri restino con le terrazze sudicie,
5)   io non mi decido a morire male.
Ergo non ho più voce in capitolo all’interno di quest’accozzaglia di provincialotti, ho torto a prescindere e pertanto devo subire.
Anzi, se non sto attenta il signore mi ha pure detto che il suo avvocato mi farà togliere la veranda, perché è convinto che sia abusiva. In base a cosa lo dica non lo so, ma se ne è convinto allora dev’essere così.
In ogni caso mi chiedo quanto la situazione di entrambi potrebbe migliorare se la veranda un domani non ci fosse più.
Ma domani la veranda ci sarà, ancora corredata dei permessi necessari che occorsero per poterla costruire.
Temo più per la presenza della terrazza, visto che osservando bene il processo di degrado che essa subisce sarà sufficiente un calcinaccio ben piazzato a creare ai signori molti problemi.

Ma questa è un’altra storia, contenente le clausole che mi obbligherebbero a ospitare nel mio giardino i ponteggi necessari per la sua ristrutturazione.

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