2 maggio 2018

Una fossa di nome “Woman in Charge”

Caspita!!... Il mio vecchio blog. Da quanto non ci entravo, anni probabilmente.
Vabbè, iniziamo con la pappardella, magari vista la lunghezza, con un font meno spaccacornea!


 “Woman in Charge”, amorevolmente chiamato “WIC”, è un gruppo segreto di facebook i cui membri sono esclusivamente donne.
Donne amiche, donne coalizzate contro una società ancora fortemente maschilista, donne ricche d’inventiva e voglia di fare, di realizzarsi, di essere indipendenti… Donne, punto.

La sua creatrice e unica amministratrice è una giovane e bellissima donna, la cui idea di partenza non era niente male: creare una sorellanza possibilmente territoriale, visto che il gruppo è accessibile solo su invito da chi sia già membro e, nel caso specificato in questo intervento, solo se esclusivamente di Firenze e dintorni.
La giovane e bellissima amministratrice è stata pure intervistata da RAI3 per la sua rimarchevole iniziativa, durante la quale ha dichiarato che avrebbe considerato di fare gruppi simili anche per altre città. Non so se poi li ha creati…

“WIC Firenze” conta ormai 17000/18000 membri tra artigiane, rivenditrici, negozianti, libere professioniste, medici, donne disoccupate che cercano di arrangiarsi. Ricevuto l’invito e dopo che l’amministratrice ti ha accettato, puoi presentarti e da quel momento la pagina diverrà visibile. Potrai interagire con le altre che posteranno regolarmente le novità della propria attività e loro stesse interagiranno con te. Ho conosciuto persone davvero interessanti, tra cui la mia editor, una donna piena di risorse e tatto umano. Mi sta dando molto supporto morale in questo mio percorso di scrittrice un po’ interrotto da vicissitudini familiari non proprio felici.

La prima cosa che visualizzi appena entri nella pagina è il regolamento. Un po’ tutti i regolamenti stanno antipatici, perché ti dicono quello che non devi fare, ma sono necessari e quindi lo leggi e in un primo momento non pare tanto male. 


Poi inizi a interagire col gruppo e ti accorgi che molti post sono un affronto alla tua intelligenza (se ce l’hai), o quanto meno al tuo senso critico (se ce l’hai), o ancora alla tua morale di persona sincera (se ce l’hai) ed educatamente esponi la tua opinione.
Non puoi, il regolamento parla chiaro:

Quindi se non condividi scorri oltre. Ma con te lo faranno? Proviamo… sì, okay, ma io scrivo libri, con me non funzionerebbe mai, ci vorrebbe qualcuno che produca qualcosa, che so, bigiotteria in casa, vestitini per bambini o animali, borse, roba all’uncinetto, prodotti per l’igiene personale…

Eccola lì, l’ho trovata! Accerchiata da bottegaie incazzate la tipa che mostra ciò con cui si lava e sotto al suo post il commento di una che pare molto interessata alle sue cosine fatte in casa e chiede informazioni e ancora sotto i commenti indignati di dottoresse in Naturalogia, Erbologia, Medicalogia, Legalogia, A.S.L.ologia, Burocrazia, Finanzalogia…
Ma che scherziamo?

Vai a sbirciare il profilo di questa tipa. Nelle informazioni non c’è scritto nulla, né una professione, né il titolo di studio, né lo stato civile, né se le piacciono gli uomini o le donne, né il tipo di religione che segue, niente. Ma ciò non significa che sia la signora o signorina Niente.
Neanche sul gruppo ostenta mai ciò che è… o non è, a differenza di tutte quelle dottoresse che, poffarbacco, hanno profili facebook più blasonati di un commodoro della Marina Militare! Però c’è da dire che dai commenti che lascia è una che qualcosa sa. O quanto meno scrive in Italiano abbastanza leggibile. Da brava scrittrice ho questo rapporto con la lingua italiana un po’ come dire… morboso!

Ma a parte i miei amplessi linguistici, torni a leggere il regolamento e scopri che ancora non hai messo nessun “puntino prezzemolino”, qualsiasi cosa voglia significare. Ma te lo spiegano:
Il puntino prezzemolino serve a mantenere un determinato post attivo, di modo che non si perda nella timeline. Per quale motivo non si sa, visto che, come da regolamento:
Quindi rischi che le tue opinioni vadano in conflitto con i vari link delle bottegaie. 

C’è una tizia che ha chiesto un consiglio e per ora ha circa un chilometro di commenti pieni di prezzemolini, che a tritarli tutti ci si farebbe salsa verde per circa due tonnellate di lampredotto! Poi, in coincidenza con l’apertura dei negozi iniziano a fioccare link da parte delle titolari, tra i consigli di chi un negozio non ce l’ha ma ha soltanto l’ardore di sentirsi utile.
Fiori, bacetti, cuoricini in segno di comprensione, pubblicità di negozi, nomi di professionisti e prezzemolo… tanto prezzemolo!

Tuttavia, come quando siamo al supermercato, davanti al reparto ortofrutta, bisogna saper scegliere e ammetto che non tutto è così ammorbante, l’importante è che tu non faccia troppe domande, che non inizi uno scambio di opinioni, che non ti dimentichi di scrivere il prezzo di ciò che posti, perché si presume che tu lo voglia vendere altrimenti che lo posti a fare? Ma soprattutto non usare mai insieme e in quest’ordine le parole “non-sono-d’accordo”, o verrai bannata per 24 ore per aver sollevato polemiche. La seconda volta che lo farai il ban sarà definitivo.
Mani infuocate o semplicemente voglia di confronto mi chiedo: a prescindere dalla necessità di uno straccio di regolamento per moderare un gruppo così in espansione, con che metro si giudica cosa sia polemica e cosa solo uno scambio d’opinione?
Boh…

Nell'incertezza segui le regole, ingoi quelle che ritieni vere e proprie bufale pubblicitarie e passi oltre. Anche quando ti trovi di fronte alla palese manfrina della tizia che compra creme su Amazon per rivenderle al doppio sul sempre più crescente gruppo facebook!
Perché lo può fare. Ma c'è chi invece l'ha fatto notare, per giustizia, per solidarietà ed è stata bannata... a vita.

Ricapitolando: che tipo di gruppo è “Woman in Charge”?
“Woman in Charge” affettuosamente chiamato “WIC” è un gruppo di sole donne, territoriale, che fanno pubblicità alle loro attività. C’è pure un collegamento con Google maps, in cui trovi la localizzazione precisa per raggiungerle. Il problema è che internet non è un canale TV qualsiasi, su internet non si ascolta passivamente la pubblicità, ma si interagisce e se tu dici una stronzata io non posso continuamente mordermi la lingua. Perché questo mondo di disadattati internettongoloidi (che tolto che stare a cazzeggiare su facebook o instagram non sanno neanche aprire una pagina sul motore di ricerca per controllare che ciò che gli vien detto sia rispondente a verità oppure no) pullula anche di mettinculi arrapati e di gente che ci prova continuamente. E un gruppo che vorrebbe essere una culla di solidarietà al femminile, non ha senso trasformarlo in un’arena dei leoni prima e in una dittatura dopo. Ma le donne sono innanzitutto geneticamente invidiose, gelose, prepotenti più di quanto si immagini e tanto, tanto stronze, anche senza il ciclo.

Che prima o poi le cose si vengono a sapere e non è piacevole, soprattutto per chi è rintracciabilissima, su quella mappa di Google…




Nessun commento:

Posta un commento